Salmo 140

Contro i cattivi

 

HANNO LINGUE UGUALI A SERPENTI

lingua biforcuta

Così ti preghiamo pure noi, Signore. È l'orante che deve farsi voce anche di chi non ha voce: voce di malati, voce di perseguitati, di perduti. Voce di chi benedice e di chi maledice. Noi non sappiamo di chi sia questa preghiera: chi sia questo anonimo, vittima della violenza e della calunnia, dentro un mondo di guerre. Sappiamo però che sono infiniti i poveri che non hanno alcuna possibilità umana di difendersi e di sperare. Per tutti questi infiniti poveri, soli: zimbelli - ad esempio - di questa stampa da padroni, di questa immensa orchestra di mass-media, luminosi solo di menzogne; per tutti questi infiniti poveri, a volte abbandonati perfino da uomini della religione; per tutti costoro, - e sono moltitudini -, cui solo tu rimani, Signore, noi ti preghiamo.

[1]Salmo. Di Davide.

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
ascolta la mia voce quando t'invoco.
[2]Come incenso salga a te la mia preghiera,
le mie mani alzate come sacrificio della sera.

[3]Poni, Signore, una custodia alla mia bocca,
sorveglia la porta delle mie labbra.
[4]Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male
e compia azioni inique con i peccatori:
che io non gusti i loro cibi deliziosi.
[5]Mi percuota il giusto e il fedele mi rimproveri,
ma l'olio dell'empio non profumi il mio capo;
tra le loro malvagità continui la mia preghiera.

[6]Dalla rupe furono gettati i loro capi,
che da me avevano udito dolci parole.
[7]Come si fende e si apre la terra,
le loro ossa furono disperse alla bocca degli inferi.

[8]A te, Signore mio Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, proteggi la mia vita.
[9]Preservami dal laccio che mi tendono,
dagli agguati dei malfattori.
[10]Gli empi cadono insieme nelle loro reti,
ma io passerò oltre incolume.

COMMENTI

RAVASI

Questa supplica ardente contro nemici perversi e crudeli, segnata in qualche punto da varie difficoltà interpretative, è affidata a due movimenti. Il primo, nei vv. 2-6, è un'implorazione contro nemici simili a vipere in furia, pronti sempre a colpire con le loro parole maligne. Il secondo movimento (vv. 7-12) è, invece, centrato sul simbolo del capo: «Signore, nella lotta riparami il capo», invoca I'orante (v. 8) e continua con una maledizione: «Stronca il capo di quanti mi assalgono» (v. 10). Sui nemici, poi, il poeta vede piombare il giudizio di Dio simile a una pioggia di fuoco (v. 11) come quella di Sodoma e Gomorra (vedi Genesi 19 e l'allusione di Paolo in Romani 12,20). La supplica sfocia, allora, in una professione di fede finale: «So che i,miseri Dio difende, egli fonda il loro diritto» (v. 13). E questa la luce che sostiene il giusto anche nell'oscurità della persecuzione.

CORSO BIBLICO

Questa supplica individuale di lamentazione si svolge lungo due movimenti (vv. 2-6 e 7-12) e sfocia in una professione finale di fede (vv. 13-14). 1. Il primo movimento (vv. 2-6) è aperto da un duplice imperativo implorante: “Salvami... proteggimi”. L’orante chiede di essere liberato “dall’uomo violento” e successivamente elenca una serie di definizioni di questo avversario: è “malvagio, scatena guerre, aguzza la lingua, è empio...violento, crea una rete di trame e inganni”. E’ facile intuire che siamo in presenza di una vicenda legata alla calunnia, dato il rilievo che viene attribuito alla parola: “Aguzzano la lingua come serpenti, veleno d’aspide è sotto le loro labbra” (v. 4). Le immagini dei lacci, delle funi, delle reti, delle trappole e degli agguati sono tipiche di molti Salmi di supplica e sono desunte dal mondo della caccia. Esse riescono a rendere una situazione di grave pericolo in cui viene a trovarsi l’orante e da cui solo Dio può estrarlo. 2. Il secondo movimento si apre con un’invocazione (vv. 7-12) fondata sulla fiducia in Dio che esaudisce la voce di chi lo prega. Infatti l’orante è certo che il Signore coprirà il capo del suo protetto con un elmo. Il capo dei malvagi sarà colpito: la campagna di calunnie si trasforma, allora, in una battaglia militare in cui Dio tutela, addestra e arma il suo fedele. 78 E’ a questo punto che il Salmo è suggellato da una professione di fede introdotta da un “io so che il Signore difende la causa dei miseri, il diritto dei poveri” (v. 13), caratteristico delle dichiarazioni di fede. La certezza del giusto giudizio di Dio, fonte di liberazione per l’oppresso, è luce che guida il fedele nell’oscurità della prova. L’orante intravede già questo sbocco luminoso e immagina di trovarsi tra “i giusti che loderanno il suo nome e tra i retti che abiteranno alla sua presenza” (v. 14). Se la meta dell’empio è la rovina e la morte, il destino del giusto è l’intimità con Dio.

PERFETTA LETIZIA

La tradizione fa risalire il salmo a Davide nel momento in cui veniva perseguitato da Saul o combattuto dal figlio Assalonne, ma la cosa non è probabile. Davide non si figurò mai uno scontro con Saul , ma piuttosto una fuga continua, aspettando l'intervento del Signore, e con Assalonne ebbe sentimenti paterni. Non c'è poi nel salmo la percezione di un fronte militare nemico, ma invece si percepisce la presenza di nemici nell'ambito del quotidiano, come nei salmi 53, 54, 55, 56, 57, 58; sono nemici che scatenano guerre “ogni giorno”, e non fronti fatti di truppe militari. Si tratta così di un pio Giudeo perseguitato a causa della sua rettitudine. Il salmo può collocarsi al tempo degli ultimi re di Gerusalemme.

I nemici del salmista agiscono striscianti, e nelle loro parole è nascosto veleno che uccide: “Veleno d'aspide è sotto le loro labbra”; il loro agire è fatto di trame, di tranelli, di trappole: “I superbi hanno nascosto lacci e funi, hanno teso una rete sul mio sentiero e contro di me hanno preparato agguati" essi maturano le loro azioni ostili “nel cuore”, cioè nel centro del loro essere.

Il salmista tuttavia confida in Dio: “<Tu sei il mio Dio; ascolta, Signore, la voce della mia supplica>” e domanda di essere difeso “nel giorno della lotta” in cui tenteranno di travolgerlo frontalmente.

Il salmista, alla fine, si apre alla visione del giubilo dei giusti, che “abiteranno alla tua presenza”, cioè nel cielo.

Una parte del salmo non entra a far parte della recitazione cristiana.

La “lotta” che il cristiano è chiamato a combattere è nel segno della croce. Egli non invoca sull'avversario “carboni ardenti” (Lc 9,4), ma perdono da Dio. Sarà Dio a fare giustizia al momento che lui sa, e nel modo che lui sa (Cf. 1Pt 2,23).

MOVIMENTO APOSTOLICO DI CATANZARO

Da malvagi e violenti nessuno potrà mai liberare. Solo il Signore può. Al Signore si deve chiedere la liberazione con preghiera incessante. Vi sono persone che odiano la pace, odiano il bene, odiano amare, odiano pensare il bene, odiano essere pietosi e misericordiosi.  Davide chiede al Signore che lo liberi da quelli che tramano cose malvage nel cuore. Da quelli che ogni giorno scatenano la guerra. Non si tratta di una male occasionale, accidentale, frutto della fragilità del cuore. È invece un male studiato, pensato, tramato, architettato, voluto. È questa la malvagità: studiare come fare del male al prossimo. Tramare come scatenare una guerra eterna. Il malvagio vive con il cuore di Satana. Dal cuore di Satana solo il Signore ci può liberare. Nessun uomo potrà mai vincere il cuore di Satana. Il Signore può. Al Signore si chiede. L’uomo potrà vincere un malvagio, mai la malvagità. Questa solo il Signore la potrà vincere. Al Signore si deve chiedere con preghiera incessante. Ora viene rivelata tutta la malvagità dei malvagi. La loro cattiveria è grande. Aguzzano la lingua come serpenti, veleno di vipera è sotto le loro labbra. La loro lingua è lingua di serpenti. Il loro veleno è di vipera sotto le loro labbra. Non vi è scampo per nessun uomo. Solo Dio potrà essere scudo di difesa. Non vi è salvezza se non dal Signore. Mentre noi facciamo fiaccolate per le strade per chiedere al vento che ci liberi dal malvagio. Solo il Signore può liberare. Solo a Lui si deve gridare. Non per le piazze. Ma nella sua casa. Nel suo tempio santo. Ci si umilia dinanzi a Lui. Lo si riconosce il solo Signore nelle cui mani è la vittoria. Si chiede a Lui il suo aiuto potente .Quello dei malvagi non è un male evidente. Il male che si vede si può sempre evitare. È invece un male nascosto, subdolo, invisibile .Quando le trappole sono ben visibili, si posson anche evitare. Quando esse sono invisibili, come si fa ad evitarle? Solo il Signore le conosce e solo Lui può farci deviare dal sentiero dell’uomo iniquo e malvagio. Lui ci farà deviare se noi lo invochiamo. La preghiera umile, ricca di fede, che confessa la grandezza di Dio, è la vera via di ogni salvezza nel tempo. Io dico al Signore: tu sei il mio Dio; ascolta, Signore, la voce della mia supplica. Quando ci si presenta dinanzi al Signore, non ci si presenta dinanzi al Signore. Ci si presenta dinanzi al “mio Signore”, al “mio Dio”.Non è però il mio Dio e il mio Signore solo per il momento della preghiera. È il mio Signore, il mio Dio sempre. È il mio Dio nel quale confido.È il mio Signore al quale resto per sempre fedele e nella cui Legge io abito. È il mio Dio nella cui volontà io sempre cammino.Il mio Dio è il mio Signore sempre e per sempre. Non è il mio Dio e il mio Signore per il momento del bisogno. Non si può essere senza Dio e senza il Signore sempre e poi nel momento del bisogno si ricorre a Lui. In questo si ricorre ad un Signore, non al mio Signore. Un Signore è un estraneo. Il mio Signore è il mio Signore. Io con Lui vivo e per Lui. Sono nella sua amicizia e per questo ascolta la mia voce. Ma il Signore al quale ci rivolgiamo è il “mio Signore”, il “mio Dio”? Se non lo è, è giusto che facciamo che diventi. Diventerà nella nostra conversione a Lui.Chi è il “suo Signore per Davide?Il suo Dio e il suo Signore è forza che lo salva. È per Lui muro di difesa. Roccia di protezione. Signore Dio, forza che mi salva, proteggi il mio capo nel giorno della lotta.Al suo Dio che è forza che lo salva, Davide chiede che protegga il suo capo nel giorno della lotta. La lotta è ogni giorno. Ogni giorno deve proteggerlo.Non vi è giorno in cui il suo Signore non debba proteggerlo. Non vi è giorno in cui Davide non lo debba invocare. La preghiera deve essere ininterrotta- Una verità però deve stare nel cuore di chi prega. Il Signore non vuole la morte del malvagio, ma che si converta e viva. Il nostro Dio non gode della morte del malvagio. Gode della sua conversione. Il nostro Dio sempre lavora per la conversione dei peccatori. Cristo Gesù non è forse venuto per chiamare i peccatori a penitenza? Non sono forse i malati che hanno bisogno del medico?  Anche colui che ama il Signore deve desiderare ciò che il Signore desidera: la conversione dei malvagi e degli empi. Questo vuole il Signore. Questo deve volere ogni persona che ama il Signore. Ecco ora una stupenda professione di fede. Poveri e bisognosi non devono temere. Sempre il loro Dio difende la loro causa.So che il Signore difende la causa dei poveri, il diritto dei bisognosi. Poveri e bisognosi una cosa sola devono fare: rimanere sempre aggrappati al loro Dio e Signore. Di ogni altra cosa è Lui che si interesserà.Questa fede devono sempre vivere, in essa crescere, per essa morire. Ecco un’altra professione di fede. Dio mai abbandonerà i giusti, mai gli uomini retti. Questi saranno sempre oggetto di una particolare sua protezione e cura.Sì, i giusti loderanno il tuo nome, gli uomini retti abiteranno alla tua presenza.I giusti loderanno il nome del Signore e gli uomini retti abiteranno alla presenza del loro Dio, perché sarà Lui a salvarli, sempre.Gesù Signore, il Crocifisso, è il compimento perfetto di questa profezia di Davide. Lui è assiso alla destra del Padre nella gloria del suo corpo.Lui abita alla presenza del Signore per l’eternità come Giudice dei vivi e dei morti, come Signore del cielo e della terra.Il giusto in questa fede deve vivere e morire. Anche dalla morte il Signore lo strapperà e lo condurrà alla sua presenza. So che il Signore difende la causa dei poveri, il diritto dei bisognosi

Dossologia

Ogni vittima in lui ora canti:
egli è il Risorto dai morti
ora assiso alla destra del Padre,
a lui grazia e potenza nei secoli.

Preghiera

Tu sei l'unica fonte
del diritto dei poveri, Signore,
poiché i poveri nei nostri codici
non hanno diritti:
ascolta la preghiera di questo povero senza nome,
preghiera che noi deponiamo
- irrorata dal sangue di tutte le vittime del mondo -
nel costato sempre aperto del tuo Figlio,
perché la santifichi con la sua pietà.
Amen.

 

 

 

 

 

 

Inserito da  Domenica, 29 Novembre 2015 Letto 429 volte Ultima modifica il Domenica, 29 Novembre 2015
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